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sabato 7 settembre 2019

 La scarsità o l’abbondanza di denaro possono entrambe portare a risultati anche tragici. Questo può essere evitato se decidi di alimentare costantemente la tua parte spirituale.




Psicologia del denaro e bisogni immateriali
È quello che Richard Easterlin (1974) definì il “paradosso della felicità”. Se è vero infatti che, entro certi limiti, la felicità e il benessere percepito dalle persone mostra una correlazione significativa con il livello socioeconomico, superata una certa soglia di “ricchezza” questa direzione sembra invertirsi seguendo una curva che inizia ed essere discendente.

Lo stesso paradosso sarebbe vero anche su scala globale: all’aumentare del PIL di in Paese non è detto che aumenti di pari passo anche il livello di felicità percepito dai suoi abitanti. Questo sia perché il PIL non tiene conto di beni che non sono economicamente “misurabili”, sia perché non tiene conto della distribuzione della ricchezza nelle varie fasce di popolazione.

I soldi insomma correlano col nostro benessere sicuramente per quelli che sono i nostri bisogni più elementari, quei bisogni di base che Maslow (1954) individuava nel soddisfacimento delle necessità fisiologiche (fame, sete ecc) e del bisogno di sicurezza.

Proseguendo nella piramide dei bisogni incontriamo però altre necessità progressivamente sempre più sganciate del piano materiale: il bisogno di appartenenza (rapporti di amicizia, affetti familiari, intimità affettiva e sessuale), il bisogno di stima (sentire di essere persone capaci e di valore) e i bisogno di autorealizzazione (poter realizzare creativamente sé stessi, esprimere la propria personalità in ciò che si fa).

Pensare che il soddisfacimento di questi bisogni si possa “comprare”, cioè ottenere tramite il denaro (ricordate i soldi come sostituto dell’affetto?), è fuorviante, illusorio e potenzialmente dannoso tanto per le proprie finanze quanto per il proprio benessere psicologico.

I soldi sono uno degli ingredienti…
Che fare dei soldi, allora? Servono per vivere bene o, come sostenevano i monaci medievali, rappresentano dei “corruttori” dell’anima? In effetti si possono riscontrare fra le persone due atteggiamenti solo apparentemente opposti riguardo al denaro: da un lato coloro che lo considerano una sorta di “divinità” (una soluzione magica appunto) e che dedicano la loro vita a inseguirlo (invertendo in tal modo i mezzi con i fini).

Dall’altro coloro che considerano i soldi qualcosa di “sporco”, un “male”, un mero “apparire” e li rifiutano rivendicando proprio una maggior autenticità di vita e di valori.

In entrambi i casi si tratta di atteggiamenti difensivi che denunciano una difficoltà a ricomporre una scissione fra materialità e immaterialità, fra apparire e essere, fra mezzi e fini…

Armstrong nel suo libro invita a riconsiderare i soldi né buoni né cattivi, né un male assoluto né una soluzione magica a tutti i problemi. I soldi possono piuttosto essere considerati come “uno degli ingredienti” utili/necessari ad una vita soddisfacente. Nessuna somma di denaro e nessun bene materiale potrà davvero aumentare la nostra autostima o rendere le nostre relazioni affettive più gratificanti.

Possiamo però utilizzare o procurarci con intelligenza i soldi di cui abbiamo bisogno assegnando loro un posto entro la più ampia “cassetta degli attrezzi” nel nostro progetto di vita.

Cos’è il denaro in fondo se non una riserva energetica pronta a trasformarsi in infinite possibilità? A noi sta non solo avere un’attività che ci consenta di tradurre i nostri sforzi in denaro, ma anche trasformare quel denaro – come scrive Armstrong – in beni ed esperienze duraturi e di valore.


http://www.crescita-personale.it/

lunedì 3 giugno 2019

10 Cose Che I Ricchi Fanno e I Poveri No



“l denaro fisico e materiale (monete e banconote) è un'Energia indispensabile per la pienezza e la realizzazione della vita esteriore. È una manifestazione di una Forza più grande, che appartiene all’Universo intero.” Sri Aurobindo

Diventare un milionario può sembrare un sogno irrealizzabile. In realtà, è molto più comune di quanto si pensi ed è assolutamente possibile se si ha la giusta mentalità per diventare ricchi.

E’ importante riconoscere l'Abbondanza che ci circonda tenendo presente che tutto è Energia , quindi ogni più piccola cosa che possedete è fatta della stessa energia di cui è fatto il denaro.
Tutto ciò che vedete e toccate è fatto della stessa energia di cui è fatto il denaro.

Considerando la cosa da questo punto di vista, si può dire che ognuno di noi è immerso costantemente nel denaro.

Il livello di successo di una persona dipende molto di ciò che si crede. Dipende da come si vede il mondo attraverso le proprie convinzioni. Per questo motivo, è essenziale adottare solo quelle credenze che aiutano e abbandonare quelle che ci limitano.

Le nostre convinzioni sono creature strane, perché non sono necessariamente basati su fatti reali. La forza di una credenza deriva unicamente da chi ci crede. Questo significa che si crede in ciò che si desidera credere. Infatti, quando si sente che qualcosa è vero, s’imposta la vita di conseguenza. Come risultato, attirerà alla propria vita, eventi, persone ed esperienze che corrispondano alle loro credenze, e che, a loro volta, rafforzeranno queste credenze.

Le ultime ricerche dichiarano che le persone più ricche del mondo non sono tante rispetto alla popolazione globale ma che gestiscono l’80% del capitale mondiale. Un 20% di ultra benestanti tira le fila e ( le sorti) di un 80% di poveri hai quali non resta molto da giocare.

Eppure la differenza tra i ricchi e i poveri non sta in doti particolari, prestanza fisica o territoriale, ma nel come si usa quello che si ha a disposizione.

E questo sia per i ricchi sia per i poveri sta nei pensieri, in come e cosa si pensa per cambiare quello che si fa… e che si ottiene.

La costanza e la fiducia in se stessi è essenziale. Per diventare ricchi ci vuole pelo sullo stomaco e un grande carattere. Tutti cercheranno di impedirlo. Un ostacolo al giorno, da superare sempre. Ma i milioni, o miliardi, sono sempre una buona consolazione.