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venerdì 26 luglio 2019

Top 10 cose misteriose trovate congelate nel ghiaccio dell’Antartide




Il mondo segreto dell’Antartide: catene montuose e valli nelle profondità del Polo Sud

Grazie a un satellite dell’Agenzia Spaziale Europea, il PolarGAP, scienziati britannici dell’Università della Northumbria hanno svelato un paesaggio ‘segreto’ sotto ai ghiacci del Polo Sud. La sua morfologia potrebbe influenzare una delle principali minacce dei cambiamenti climatici, l’innalzamento del livello dei mari.

Nell'inospitale continente antartico sono state appena scoperte tre catene montuose e tre enormi vallate subglaciali, un paesaggio incontaminato e ‘segreto' che gioca un ruolo fondamentale nel veicolare i cambiamenti climatici. Sembra incredibile che con tutti i satelliti, le missioni aeree e altri strumenti di rivelazione scientifica, ancora oggi possano esistere porzioni della Terra sconosciute, ma per il gelido Antartide c'è una spiegazione abbastanza semplice. A causa dell'inclinazione del nostro Pianeta, infatti, nessun satellite era impostato con un'orbita tale da poter ‘sbirciare' al di sotto della calotta glaciale in un'area centrale del Polo Sud.

Questa lacuna è stata recentemente colmata dalla missione PolarGAP dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), i cui primi dati sono stati studiati ed elaborati da scienziati britannici dell'Università della Northumbria. Gli studiosi, coordinati dalla dottoressa Kate Winter, ricercatrice presso il Dipartimento di Geografia e Scienze Ambientali dell'ateneo di Newcastle, sono rimasti particolarmente colpiti dalle dimensioni di queste vallate nascoste dal ghiaccio.

Ma perché è importante aver scoperto queste vallate nascoste? La ragione risiede nel fatto che le catene montuose cui sono associate regolano il passaggio del ghiaccio dall'Antartide orientale a quello occidentale, fino al mare. Col costante aumento delle temperature e l'assottigliamento dei ghiacci, questi canaloni, aprendosi, potrebbero permettere un più facile deflusso del ghiaccio dall'entroterra alla costa, con un conseguente – e temutissimo – aumento del livello dei mari.

Studiando la morfologia di questo nuovo paesaggio, gli studiosi hanno dati aggiuntivi che possono aiutarci a capire in anticipo gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici, tra i quali l'innalzamento dei livello dei mari rappresenta una delle minacce maggiori. Non a caso si stima che entro la fine del secolo molte metropoli costiere potrebbero essere letteralmente sommerse. I dettagli della ricerca britannica sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Geophysical Research Letters.




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giovedì 18 luglio 2019

La Vita è Prigioniera dell’illusione




Come dunque è cresciuta questa strana follia del mondo che fa sì che l’uomo si ostini su ciò che non esiste, trascurando completamente ciò che è?” Asanga

Nell’esperienza ordinaria siamo abituati a distinguere tra un Soggetto ed un Oggetto: io guardo un albero e “stabilisco” che io sono il Soggetto e l’albero è l’Oggetto. Ad un attento esame è però facile notare che entrambi siamo parte di una rappresentazione mentale, al di fuori della quale è impossibile uscire.

All’interno di questa Rappresentazione, ci sono io e tutto ciò che io reputo essere “fuori” di me. L’Errore consiste nel mio identificarmi solo con un lato della Rappresentazione, quello che definisco col nome di “io”. L’Essere reale non è dunque l’io, ma il Testimone dell’intera Rappresentazione della quale l’io è solo una delle parti.

Dobbiamo dunque riconoscere che siamo precipitati in una realtà illusoria che crea la convinzione d' un io individuale e d' una realtà esterna all’io. Il Testimone è prigioniero di questa realtà illusoria la cui natura caotica è ordinata dalle categorie, altrettanto irreali, del Tempo e dello Spazio.
Gli oggetti non sono dunque che pensiero, ma laddove c’è un oggetto, sorge necessariamente il soggetto e l’illusione della dualità. Pensante, pensato e pensiero sono solo tre aspetti di un’unica realtà.

Quindi l’io empirico, per dirla in termini buddhistici, è vittima dell’Ignoranza metafisica (Avidya) per cui non riconosce che tutto è pensiero, un pensiero senza soggetto ed oggetto. Buddha asseriva che era una inutile perdita di tempo indagare sulla natura metafisica di queste considerazioni, ma che bisognava dirigere tutto il proprio sforzo a liberarsi da questa condizione: se un guerriero è gravemente ferito con una freccia conficcata nel corpo, non si mette a chiedere chi ha scoccato la freccia, chi era suo padre, chi era sua madre, se fosse ricco o povero etc.etc… ma ogni suo sforzo deve essere concentrato ad estrarre la freccia.

Il primo passo per liberarsi da questa condizione consiste nella reale acquisizione della consapevolezza che tutto è mentale, che non vi è nulla di esterno alla mente. Il punto più difficile da superare è la convinzione che esistano molti “io” che hanno la medesima rappresentazione, cioè molti e diversi esseri senzienti.
In realtà, come dice Fichte, nel momento dell’Errore in cui l’Io pone se stesso, nasce immediatamente il Non-Io e l’Io, limitato dal Non-Io, si frammenta nella molteplicità degli esseri senzienti.

Il cammino verso la Liberazione non ci sarà dunque indicato da nessuna Religione, ma è una Scienza, una Scienza molto antica e reale, in quanto, nella storia dell’Umanità, alcuni uomini lo hanno percorso per intero ed hanno raggiunto il traguardo.



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sabato 13 luglio 2019

Ma davvero per ottenere qualcosa basta desiderarlo fortemente?

                               Mente e Coscienza (psico quantistica)




Quando vi focalizzate sulle cose che non volete, create i presupposti affinchè quelle cose continuino ad accadere". (Lisa Nichols)

Ma davvero per ottenere qualcosa basta desiderarlo fortemente? Allora perché ci sono sogni che non riesci a vedere realizzati? Non dovrebbero potersi manifestare tutti, senza eccezione?
Forse stiamo trascurando alcuni importanti aspetti del funzionamento di questa regola universale.

Se ti è già capitato di usare le affermazioni potenzianti ti sarai reso conto, dopo un certo tempo, che ciò che speravi di ottenere non è ancora arrivato, o s è manifestato soltanto in parte. Cosa dunque è andato storto?
La risposta è semplice: non puoi cambiare la tua realtà usando la semplice volontà razionale. Il pensiero consapevole di quello che desideri, il semplice immaginarlo non sono sufficienti ad ottenerlo. Questo, almeno, finché il tuo pensiero non è in linea con le tue credenze profonde e i tuoi stati d’animo.

E’ tutta questione di vibrazione
Siamo fatti di pura energia, e quello che vediamo intorno a noi è solo quello che vibra alla nostra stessa frequenza. Il muro della mia stanza, questo computer, e tutte le persone che vivono nella mia città vibrano esattamente ad una frequenza compatibile con la mia, e allora è per questo che posso interagire con loro. Tutto il resto vibra a frequenze del tutto diverse, e quindi anche se esistono, non ne posso fare esperienza.

Se tutto esiste nel qui e ora, ne consegue che questo non vale solo per il passato, ma anche per il futuro. In realtà non ha senso parlare di passato e futuro in un Universo in cui il tempo è solo un’illusione. Questo significa che anche gli avvenimenti futuri esistono nel qui e ora.
Ma non significa che il nostro destino sia predeterminato, perché il futuro è composto dal potenziale di tutti i futuri possibili, che esistono tutti nel qui e ora.

Quale futuro vivremo allora? E’ tutta questione di vibrazione. Vivremo quindi il futuro che corrisponde alla nostra vibrazione.
Quel futuro che desiderate è già là. E’ sempre stato là, e voi non dovete fare altro che permettere a quel futuro di raggiungervi.

Non esiste sogno o desiderio troppo grande da non poter essere realizzato. Tuttavia, ciascuno di noi nel corso della propria esperienza di vita ha dei sogni che ancora non è riuscito a realizzare. Non sono sogni al di fuori della nostra portata. Piuttosto siamo noi che, seppur inconsapevolmente, stiamo ostacolandone la realizzazione. Come? Attraverso paure inconsce, stati d’animo in eterna contrapposizione con ciò che desideriamo, un attaccamento ossessivo e la convinzione che tutto si realizzerà solo quando avremo eliminato i nostri attuali problemi. In realtà questo atteggiamento ci pone in una condizione di lotta continua, dove tutto viene visto come un ostacolo e noi rimaniamo bloccati sempre nello stesso punto, impegnati come siamo a disperdere tutte le nostre energie nel nuotare controcorrente.

Il vero segreto è praticare il distacco emotivo: desiderare fortemente qualcosa e successivamente avere il coraggio di lasciarlo andare affidandosi all’intelligenza universale. Solo annullando le proprie resistenze interiori e seguendo il naturale flusso della vita, ciò che davvero desideriamo nel nostro intimo potrà arrivare a noi in modo facile e spontaneo.



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sabato 6 luglio 2019

Misteri - Un Aereo è Sparito nel Nulla e poi Riapparso 37 Anni dopo




Come sia possibile che un aereo scompaia nel nulla … eppure è successo molte volte. Analizziamo insieme i casi più strani e misteriosi mai avvenuti nei cieli di tutto il mondo.



La sconcertante scomparsa del volo MH370 della Malaysia Airlines rimane ancora un mistero insoluto dopo 2 anni ed entra nella casistica dei tanti aerei scomparsi nel nulla. Il volo MH370 della Malaysia Airlines, un Boeing 777, è scomparso dopo aver lasciato Kuala Lumpur diretto a Pechino l’8 marzo 2014, con 239 persone a bordo (227 passeggeri e 12 membri di equipaggio).

Ma questo non è il primo aereo a sparire senza lasciare traccia. Riportiamo qui di seguito alcuni tra i casi più misteriosi di aerei scomparsi senza lasciare traccia e mai più ritrovati negli ultimi 80 anni.

Sicuramente il più famoso aereo scomparso nel nulla appartiene alla prima donna pilota, Ace Amelia Earhart, il cui aereo scomparve nel 1937 sull’Oceano Pacifico durante un tentativo di circumnavigare il globo insieme con il suo navigatore, il capitano Fred Noonan. Dopo numerosi sforzi, le ricerche non consentirono di trovare alcuna traccia della donna nè del suo aereo bimotore Lockheed Elektra, per cui venne dichiarata morta due anni dopo.
Glenn Miller, direttore d’orchestra ed uno dei migliori musicisti americani più famosi tra gli anni ’30 e ’40, il 15 dicembre del 1944 stava volando da Londra a Parigi a bordo di un aereo UC-64A Norseman, quando scomparve misteriosamente, l’aereo ed i suoi occupanti sono spartiti nel nulla senza lasciare traccia.
Un volo della British South American Airways, scomparso con i suoi 31 passeggeri mentre volava sull’Oceano Atlantico nel gennaio del 1948.
Il 16 marzo del 1962 un volo della Flying Tiger Line scomparve mentre si trovava sull’Oceano Indiano, a bordo c’erano 107 passeggeri e l’equipaggio. Era partito dalla base militare americana di Guam ed era diretto alle Filippine. Nonostante le ricerche, non si è mai trovato nulla.

Nel 1940 due aerei della British South American Airways con un totale di 51 persone a bordo scomparvero nella regione senza lasciare traccia.
Nel 1945 cinque caccia bombardieri Avenger americani sono spariti nel nulla durante un volo di addestramento, non si è mai saputo più nulla di loro.
Nel 1947 un aereo C-54, un aereo militare americano, è scomparso nel nulla con il suo equipaggio a 180 km dalle Bermuda.
Nel 1948 un aereo DC-3, un aereo privato con 32 passeggeri e l’equipaggio, scomparve durante un volo commerciale in un punto imprecisato tra San Juan, Puerto Rico e Miami.
Nel 1952 l’aereo di linea britannico York in viaggio verso la Giamaica con 33 passeggeri e membri dell’equipaggio scomparve nel nulla a nord del Triangolo.
Nel 1956 l’idrovolante MARTIN P-5M, un aereo anfibio della US Navy, con 10 membri di equipaggio, scomparve vicino alle Bermuda.
Nel 1957 l’aereo cargo Chase YC-122 con 4 passeggeri a bordo scomparve nel nulla tra Palm Beach e Grand Bahama.
Nel 1963 due aerei quadrimotori dell’US Air Force KC-135 Stratotanker completamente nuovi, in missione segreta, sono scomparsi nel nulla a 480 chilometri a sud ovest delle Bermuda.
Nel 1965 un aereo di linea C-119 Flyng Boxcar con 10 passeggeri a bordo è scomparso a sudovest delle Bahamas.


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giovedì 4 luglio 2019

I 5 pensieri che distruggono la tua vita



La mente non é noi: tutti i nostri pensieri vengono da una Mente ben piú vasta della nostra, universale.
Sri Aurobindo

Il pensiero non è qualcosa che produciamo, ma una “sostanza” nella quale siamo immersi. È il nostro habitat naturale, nel quale agiamo e creiamo effetti e rispondenze. Noi infatti “elaboriamo” pensiero, non lo produciamo: il pensiero non è parte di noi, non ci appartiene. Siamo abituati ad identificarci nei nostri pensieri, ma la verità è che noi siamo solo il canale attraverso il quale scorrono.
L’essere umano partecipa ad un ecosistema multidimensionale di energia-pensiero. L’uomo riceve pensiero elaborato da specie “inferiori” (meno complesse) ed elabora pensiero-cibo per specie “superiori” (piú complesse), all’interno di una vera e propria “catena alimentare”.
È interessante considerare che noi, nella nostra attuale condizione, non solo non produciamo pensiero, ma non siamo neppure fruitori del pensiero che elaboriamo, o meglio, non lo siamo in tempo reale. Quando crediamo di pensare, ci stiamo semplicemente ricordando di aver elaborato “qualcosa” che la mente ha adattato a sé, rielaborando i nostri pre-giudizi. Praticamente viviamo in una “differita” della realtá, riveduta e corretta dalla mente.
Se viviamo in un’illusione della mente, come possiamo “essere”?
Se non pensiamo, come possiamo “agire”?
Noi non siamo mai nel “qui e ora”, ma sempre nel passato o nell’idea del futuro, comunque elaborata secondo il nostro schema di abitudini e di preconcetti. Noi viviamo nel “ricordo”.
Usare davvero il pensiero significa essere capaci di una consapevolezza e di un potere che abbiamo disimparato ad applicare. E ricordiamoci che l’elaborazione del pensiero non avviene nel cervello. Il cervello é solo un coordinatore della mente: l’elaborazione del pensiero é un atto che riguarda tutto il nostro corpo ed in particolare alcuni organi come l’intestino e il cuore.
La vera coscienza, la vera consapevolezza, é libera dai vincoli della mente. É libera dai processi mentali, emancipata dal pensiero che costringe la nostra percezione entro i limiti dei sensi, delle tre dimensioni e del tempo. Quando siamo consapevoli siamo semplicemente qui, e quindi dappertutto, ed ora, e quindi nell’eterno. Non esiste altro luogo e sopratutto non esiste altro tempo, non esistono i vincoli del passato, le limitazioni del ricordo e della memoria che ci costringono entro schemi e processi vecchi, abitudinari e pre-programmati, da noi stessi o da altri. E non esiste la tensione del futuro che mai ci permette di essere ció che siamo. Il flusso di pensiero cessa finalmente. Da quel momento, in quel momento, siamo noi ad essere, a produrre il Pensiero.
Essere legati al pensiero o essere preoccupati per i fenomeni che possono riguardarci nel nostro prossimo futuro significa non cogliere quanto davvero sta accadendo e, anzi, rischiare di operare al fine di trovare “soluzioni” per evitare possibilitá straordinarie che a volte vengono percepite (o fatte percepire) come problemi.
Il vuoto del pensiero é la libertà dell’anima.
Dal libro di Carlo Dorofatti "Nient'altro che se stessi. Incanti e disincanti della nuova era"



martedì 2 luglio 2019

La Scienza Del Diventare Ricchi



Libro in PDFhttps://diama.myblog.it/media/02/00/31098771.pdf

Audio Libro: https://youtu.be/aOJYGjSmM-s


“La scienza del diventare ricchi” di Wallace D. Wattles è un libro del 1910. che spiega come sia possibile per ogni persona diventare ricca ed ottenere qualsiasi cosa nella vita se questa pensa ed agisce in un “certo modo”.
Ricchezza e successo nella vita sono il frutto di fortuna o talento?…

No, sono il risultato di aver pensato e fatto le cose in un certo modo, sono una risposta scientifica ad un atteggiamento mentale positivo di chi crede in qualcosa e sa di poterla meritare.

Quali sono le qualità delle persone di successo?.. Abbiamo centinaia di conferme che la prerogativa che accomuna le persone di successo non consiste nelle loro fortune improvvise o in doti scoperte dal nulla, ma sta nella loro costanza, nella determinazione mantenuta nel tempo.

Questo ha permesso loro di sbagliare e riprovare, fallire e ripartire, scoprire ed imparare nuove vie o formule, trovare risposte, soluzioni e crescere fino ad essere perfetti (cosa che nessuno può vantare all’inizio di un percorso..) ma.. cosa a dato loro la forza e l’energia necessaria per continuare a credere in ciò che fanno? ..

Credere in ciò che fanno.

Il che vuoi dire avere in testa un sogno talmente forte e potente da doverlo assolutamente rincorrere e realizzare, un sogno che è impossibile lasciare nel cassetto, che porta a riflettere, cercare e scoprire come trasformarlo in realtà. Quindi renderlo un’obiettivo da perseguire fino alla fine con passi specifici e programmati, con tutti i mezzi e i sacrifici richiesti.

Da questo motivante libro ed audio libro ho estrapolato il 17° capitolo finale che riassume il “certo modo ” spiegato nel dettaglio su “La scienza del diventare ricchi” da Mister Wallace che è tuttora considerato fra i padri più annoverati del Pensiero Positivo.



https://www.latuamappa.com/