“La tua vita inizia dove finisce la tua zona di comfort.”
Neal Walsch.
Sviluppare la visione allargata della realtà è il primo punto importante per uscire dalla zona di comfort.
Lo scienziato Dean Radin, Direttore dell’Istituto di Scienze
Noetiche con le sue ricerche scientifiche sostiene che le menti siano
correlate quantisticamente con l’Universo e che la teoria dei
quanti apporti un contributo determinante per la comprensione delle
comunicazioni non locali, ovvero di quelle forme di comunicazione che
avvengono in assenza di segnale, ovvero di tutte quelle forme di
influenzamento mentale della realtà, al di fuori della concezione
spazio temporale classica.
Con le nuove
scoperte della fisica quantistica applicate alla coscienza umana,
finalmente si può affrontare un discorso sulla guarigione basato su
tecniche tali da influire sia sugli organi del nostro corpo, che su
quelli di una persona a distanza.
Sviluppare una
visione interiore, in modo da “leggere” il corpo quantistico, è
una conquista del nuovo paradigma : siamo un insieme di energia ed
informazione, fluttuante in un corpo più immenso, l’universo,
sempre in continuo cambiamento e passibili di riequilibrare quelle
informazioni, vibrazionali ed energetiche, che abbiamo alterato.
La nostra coscienza
e la nostra mente, sono non locali: cioè si trovano in qualsiasi
punto dell’universo dove la nostra attenzione li porta.
Con l’impiego di
nuove tecniche di visualizzazione si riesce a governare la propria
biochimica spirituale, emozionale e materiale, grazie alle nuove
conoscenze che classificano la nostra realtà in : virtuale, la sede
del nostro spirito, quantistica, la sede della nostra mente e
dell’infinito potenziale creativo, e materiale, l’insieme di
esperienze raccolte con i cinque sensi.
Noi esseri umani facciamo parte di un vasto campo energetico
invisibile che contiene tutte le possibili realtà!
Il cambio di paradigma che sta avvenendo nelle scienze umane sta
modificando la visione dell’uomo, della salute, della malattia e
delle cure evidenziando la rilevanza della mente e la questione del
potere creativo della coscienza. Nel nuovo paradigma l’uomo non è
considerato come un’entità separata, ma come un soggetto
partecipante nella realtà circostante, che si estende mentalmente ed
energeticamente oltre i suoi confini corporei, di cui è parte in
modo inscindibile. Siamo entità internconnesse e interdipendenti con
gli altri esseri e con l’ambiente, non solo organicamente ma anche
energeticamente.
La salute in tal
senso non può più essere solo una condizione soggettiva legata alla
dimensione strettamente biologica e fisica, ma diviene soprattutto
una forma di equilibrio e di armonia tra le energie mentali e
spirituali interne e quelle esterne.
La malattia non è
limitata unicamente alla condizione biologica di alterazione o
lesione a livello cellulare e genetico, ma è intesa, a livello
olistico, come la rottura del senso di unità, di interconnessione e
di interdipendenza con gli altri esseri e con l’ambiente.
A livello
sub-atomico, nella realtà dell’Entanglement, la malattia è
interpretata come una forma di squilibrio informazionale ed
energetico. Questo squilibrio è una rottura del flusso di
informazioni, che agisce sul piano energetico e si manifesta sul
piano fisico.
Il nostro stesso
cervello è un oggetto quantistico, e noi esseri umani faciamo parte
di un vasto campo energetico invisibile che contiene tutte le
possibili realtà e rispecchia i nostri pensieri e le nostre
emozioni.
La cura medica e
psicologica non si può limitare al solo intervento localizzato, di
tipo riparativo, centrato sulla malattia fisica, ma comporta anche
tutte le pratiche finalizzate al risveglio della coscienza.
“Una conclusione
fondamentale della nuova fisica riconosce anche che l’osservatore
crea la realtà. Come osservatori, siamo personalmente coinvolti
nella creazione della nostra realtà. I fisici sono costretti ad
ammettere che l’universo è una costruzione “mentale”. Il
fisico pionieristico Sir James Jeans ha scritto: “Il flusso
di conoscenza si sta dirigendo verso una realtà non meccanica;
l’universo comincia a sembrare più un grande pensiero che come una
grande macchina. La mente non sembra più un intruso accidentale nel
regno della materia, dovremmo piuttosto chiamarlo il creatore e il
governatore del regno della materia. Passa oltre e accetta
l’inarrivabile conclusione. L’universo è immateriale, mentale e
spirituale “. – R.C. Henry, professore di fisica e astronomia
alla Johns Hopkins University
Ciò che è
importante anche per gli insegnamenti della nuova fisica è che, se i
fattori di coscienza sono associati alla creazione della nostra
realtà, ciò significa che il cambiamento inizia all’interno.
Inizia con il modo in cui osserviamo il mondo esterno dal nostro
mondo interiore. Questo tocca il punto precedente di come percepiamo
la nostra realtà. La nostra percezione del mondo esterno potrebbe
benissimo essere un riflesso del nostro mondo interiore, il nostro
stato interiore dell’essere. Quindi chiediti, sei felice? Stai
osservando, percependo e agendo da un luogo di amore? Da un luogo di
odio o rabbia? Da un luogo di pace? Tutti questi fattori sono
associati alla nostra coscienza, con la nostra osservazione, l’uno
(o i molti) che stanno facendo “l’osservazione” potrebbe
giocare un ruolo importante in quale tipo di mondo fisico si
manifesta la razza umana, cosa ne pensi?
Siamo davvero gli
osservatori, possiamo creare cambiamenti e rompere schemi per aprire
nuove possibilità, cambiare direzione, tutto attraverso il modo in
cui osserviamo noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda.