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martedì 25 febbraio 2020

Il Codice della Mente - Il cervello non comprende le negazioni



“La mente razionale è la modalità di comprensione della quale siamo solitamente coscienti: dominante nella consapevolezza e nella riflessione, capace di ponderare e di riflettere. Ma accanto a essa c’è un altro sistema di conoscenza – impulsiva e potente, anche se a volte illogica, c’è la mente emozionale…
La dicotomia emozionale/razionale è simile alla popolare distinzione fra “cuore” e “mente”; quando sappiamo che qualcosa è giusto “con il cuore” la nostra convinzione è di un ordine diverso – in qualche modo è una certezza più profonda – di quando pensiamo la stessa cosa con la mente razionale…
Spesso – forse quasi sempre – queste due menti sono perfettamente coordinate; i sentimenti sono essenziali per il pensiero razionale, proprio come questo lo è per i sentimenti. Ma quando le passioni aumentano d’intensità, l’equilibrio si capovolge: la mente emozionale prende il sopravvento, travolgendo quella razionale“.

La mente emozionale, tuttavia, non funziona allo stesso modo di quella razionale: è più antica, sfugge al controllo cosciente ed è capace di influenzare notevolmente i nostri pensieri. Del resto, la mente razionale si è evoluta nel corso dei millenni proprio a partire dal nucleo emozionale.
Già, le emozioni hanno il potere di disorganizzare il pensiero. Ecco perché è tanto importante imparare ad armonizzare pensiero ed emozione.

“In un certo senso, abbiamo due cervelli, due menti – e due diversi tipi di intelligenza: quella razionale e quella emotiva. Il nostro modo di comportarci nella vita è determinato da entrambe: non dipende solo dal Q.I., ma anche dall’intelligenza emotiva, in assenza della quale, l’intelletto non può funzionare al meglio. La complementarietà del sistema limbico e della neocorteccia, dell’amigdala e dei lobi prefrontali, significa che ciascuno di essi è solitamente una componente essenziale a pieno diritto della vita mentale. Quando questi partner interagiscono bene, l’intelligenza emotiva si sviluppa, e altrettanto fanno le capacità intellettuali“.

Come fa il nostro cervello a capire le negazioni?
La negazione in generale è una funzione tipica del linguaggio umano, ed è considerata come un’esigenza universale pragmatica per le particolari esigenze comunicative a cui risponde. Tuttavia, fino ad oggi è sempre stato dato per scontato che la parola "non" non fosse percepita dal cervello come rappresentazione mentale.

Il nostro cervello, lavora in maniera molto particolare: riceve ogni giorno migliaia di comandi consci e incosci, che si rafforzano continuamente. Il cervello prende le cose alla Lettera, esattamente come gliele dici. Purtroppo, questo accade anche nel caso di negazioni. Quindi, se abbiamo un pensiero o diamo al nostro cervello un comando negativo come “non riesco a fare quella cosa”, queste istruzioni saranno recepite e il Tuo cervello farà del suo meglio per eseguire questi comandi alla perfezione e Tu, pur con tutti gli sforzi di questo mondo, non riuscirai a fare quella cosa. Anzi, Ti arrenderai ancor prima di aver provato.

Il nostro cervello tende a “risparmiare energia” (economia cognitiva) e odia tutto ciò che è ambiguo e poco chiaro.
Per questo cerca tutte le scorciatoie possibili e tenta di rifugiarsi in una “sicurezza fittizia”… fittizia perché in questo mondo davvero poche cose sono sicure e certe.

La stessa cosa funziona quando usiamo negazioni rivolte verso noi stessi: non sono capace….non riesco…..non ce la faccio….ecc. Il Tuo cervello elabora le informazioni che ha ricevuto e crea le connessioni, che con il passare del tempo si rafforzano, sino a diventare delle vere e proprie Convinzioni Limitanti.

Se vuoi ottenere dei risultati, qualsiasi campo Tu voglia intraprendere, devi continuamente “nutrire il Tuo cervello di pensieri positivi”.

Trasforma ogni negazione in qualcosa di positivo. Per esempio: “non ci riesco”…..fallo diventare “Io posso farcela”.
La massima di John Dryden è: “Prima noi ci formiamo delle abitudini, e poi loro formano noi”.


Fonte: D. Goleman, Intelligenza emotiva
https://www.piuchepuoi.it/

sabato 15 febbraio 2020

La nostra è una mente quantica

                                                                 Il Pensiero Quantico





La materia è più un “nulla” (energia) che un “qualcosa” (particelle). La vecchia scuola credeva che gli elettroni orbitassero intorno ad un nucleo, come i pianeti che orbitano intorno al sole. La nuova scuola, invece, sostiene che l’atomo sia composto al 99,99999% da energia e da un 00,00001% da materia. In proporzione, è quasi nulla.
I fisici quantistici hanno scoperto che la persona che osserva le infinitesimali particelle dell’atomo influisce sul comportamento dell’energia e della materia. Gli esperimenti hanno dimostrato che gli elettroni esistono come infinite possibilità o probabilità in un campo di energia invisibile.

Solo quando l’osservatore si fissa su una qualsiasi localizzazione dell’elettrone, questo elettrone appare. In poche parole, una particella non può manifestarsi nella realtà, ovvero nello spazio-tempo come lo conosciamo, finché non viene osservata. Allora, quando l’osservatore “cerca” un elettrone c’è un punto concreto nello spazio e nel tempo in cui tutte le possibilità dell’elettrone collassano in una reazione fisica.
Con questa scoperta, mente e materia non possono continuare ad essere considerate separatamente; sono intrinsecamente legate, perché la mente soggettiva esercita cambiamenti percettibili nel mondo fisico obiettivo: parliamo di una mente quantica. Pensate a questo: se a livello subatomico l’energia risponde alla vostra attenzione e si trasforma in materia, come cambierebbe la vostra vita se imparaste ad incanalare l’effetto della vostra osservazione e a collassare infinite onde di probabilità nella realtà che desiderate? Sareste più propensi a osservare la vita che desiderate?


Il potere della nostra mente quantica: pensieri e sentimenti
Per natura, tutto quello che esiste nell’universo fisico è composto da particelle subatomiche come gli elettroni. Queste particelle si presentano come onde (energia, ricordate che è il 99,99999%) mentre sono osservate. Potenzialmente sono “tutto” e “niente” finché non vengono osservate. Esistono ovunque e in nessun luogo, finché qualcuno non le osserva.
Quindi, tutto quello che esiste nella nostra realtà fisica, esiste come puro potenziale. Se le particelle subatomiche possono esistere in modo simultaneo in infiniti luoghi, in teoria siamo capaci di collassare in infinite realtà possibili. Ovvero, se potete immaginare un successo futuro nella vostra vita basandovi sui vostri desideri, questa realtà già esiste come possibilità in campo quantico e aspetta di essere osservata. Se la vostra mente quantica è capace di influire sulla comparsa di un elettrone, in teoria può anche influire sulla comparsa di una qualsiasi possibilità.


I nostri pensieri e sentimenti non fanno eccezione. Sia i pensieri sia i sentimenti emettono segnali elettromagnetici. I pensieri inviano segnali elettrici in un campo quantico. Così avranno il potere di “attrarre magneticamente” determinate situazioni nella nostra vita. Unendosi, ciò che pensiamo e ciò che sentiamo producono uno stato dell’essere che genera un’impronta elettromagnetica, che a sua volta agisce su ogni atomo del nostro mondo. Questo ci porta a chiederci: che cosa sto trasmettendo (in modo cosciente o incosciente) nella mia vita quotidiana?


Tutte le esperienze esistono in potenza come impronte elettromagnetiche nel campo quantico.
Vi è un’infinità di possibili impronte elettromagnetiche (di genialità, ricchezza, libertà, salute…) che già esistono come matrice di frequenza di energia. Se nel cambiare il vostro modo di essere (ovvero, nel cambiare le vostre credenze e di conseguenza cambiare pensieri, emozioni e comportamenti) creerete un nuovo campo elettromagnetico che coinciderà con questo potenziale nel campo quantico dell’informazione, sarebbe possibile incontrare questa situazione perché ne veniamo attratti o perché la situazione trova voi? Tutto indica che questa è un’ipotesi molto probabile in funzione delle conoscenze di fisica di cui disponiamo al giorno d’oggi.
Tuttavia, affinché tutto questo possa succedere, dovete essere coscienti di tutte le credenze che portate nel vostro subconscio e che vi bloccano

Il principio della coerenza
La coerenza inizia allineando i pensieri e i sentimenti. Quante volte avete tentato di creare qualcosa, credendo nella vostra mente quantica che ci sareste riusciti, mentre il vostro cuore vi diceva il contrario? Che risultato ha prodotto quel segnale incoerente che stavate inviando?

Le onde di un segnale sono molto più potenti quando sono coerenti, lo stesso succede quando i vostri pensieri sono allineati con i vostri sentimenti. Quando avete pensieri chiari e concentrati su un obiettivo e li accompagnate ad un’appassionata implicazione emotiva, trasmettete un segnale elettromagnetico più potente che vi attrae verso una possibile realtà che coincide con ciò che desiderate.




Fonte:
https://lamenteemeravigliosa.it/la-mente-quantica-trasformare-realta/

lunedì 10 febbraio 2020

Invenzioni che avrebbero potuto Cambiare il mondo, se non le avessero vietate


"È l’élite finanziaria globale che da anni manipola consapevolmente il progresso…"






“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità”. Nikola Tesla

Invenzioni che avrebbero potuto cambiare il mondo se non le avessero vietate. La capacità di inventare oggetti sorprendenti e a volte geniali è una delle più grandi qualità dell’uomo. Ma,
purtroppo, le più grandi scoperte che avrebbero potuto cambiare il mondo e il futuro dell’uomo, prendono da anni polvere sugli scaffali e negli archivi segreti, mentre i loro autori vengono
perseguitati.

La storia di Nikola Tesla è un esempio, uno straordinario e al contempo misconosciuto scienziato che ha gettato le fondamenta tecnologiche della società moderna, e di molti altri “scienziati ribelli” condannati all’oblio dall’establishment scientifico.

Mi chiamarono pazzo nel 1896 quando annunciai la scoperta dei raggi cosmici. Ripetutamente si presero gioco di me e poi, anni dopo, hanno visto che avevo ragione. Ora presumo che la storia si ripeterà quando affermo che ho scoperto una fonte di energia finora sconosciuta, un’ energia senza limiti, che può essere incanalata. N. Tesla


giovedì 23 gennaio 2020

L'Intelligenza Artificiale prevarrà sull'Uomo?






Quando si parla di Intelligenza Artificiale (IA), si pensa subito a tecnologie all’avanguardia, a robot in grado di comprendere e decidere le azioni da compiere e di un mondo futuristico in cui macchine e uomini convivono. In realtà, l’Intelligenza Artificiale e il suo utilizzo sono molto più reali di quanto si possa immaginare e vengono oggi utilizzati in diversi settori della vita quotidiana. Si tratta tuttavia di utilizzi meno invasivi di quello che si pensa o di quanto viene mostrato spesso dai film di fantascienza che hanno trovato nel tema dell’Intelligenza Artificiale lo spunto per molte serie più o meno di successo.

In realtà la IA è già un fenomeno di massa, una parte integrante della nostra quotidianità. basta pensare alla tecnologia che usiamo tutti i giorni. Durante le conferenze, ad esempio, appare evidente che le persone si figurano l’Intelligenza Artificiale come una sorta di androide che arriva, un po’ come in Guerre Stellari. Niente di più lontano. Se usiamo Netflix per vedere una serie tv, Amazon per fare degli acquisti, un qualsiasi motore di ricerca, i vari strumenti di riconoscimento vocale che vengono regolarmente utilizzati, dagli smartphone ai sistemi di sicurezza, si basano su algoritmi tipici dell’Intelligenza Artificiale. E perfino se scattiamo una foto con il cellulare, dietro ci sono spesso applicazioni dell’Intelligenza Artificiale.

Tutti continuano a concentrarsi sull’IA come se fosse un pericolo costante per la nostra società. Eppure creerà valore economico, e quindi lavoro. E migliorerà la qualità della vita. Da questo punto di vista dobbiamo prendere spunto dal mondo industriale, dove la robotica ha avuto un impatto significativo fin dagli anni Sessanta del secolo scorso. Oggi la transizione non riguarda più tanto la sostituzione dell’essere umano, ma l’impiego dei dati in maniera totalmente diversa.»

Uno dei principali passi avanti nella storia dell’Intelligenza Artificiale è stata fatta quando si sono potuti ricreare degli algoritmi specifici, in grado di far migliorare il comportamento della macchina (inteso come capacità di agire e prendere decisioni) che può così imparare tramite l’esperienza, proprio come gli esseri umani. Sviluppare algoritmi in grado di imparare dai propri errori è fondamentale per realizzare sistemi intelligenti che operano in contesti per i quali i programmatori non possono a priori prevedere tutte le possibilità di sviluppo e i contesti in cui il sistema si trova a operare. Tramite l’apprendimento automatico (machine learning), quindi, una macchina è in grado di imparare a svolgere una determinata azione anche se tale azione non è mai stata programmata tra le azioni possibili.

Se fino a pochi anni fa il principale problema di tutti gli scienziati coinvolti nella ricerca relativa all’Intelligenza Artificiale era quello di poter dimostrare la realistica possibilità di utilizzare sistemi intelligenti per usi comuni, oggi che questo obiettivo è ampiamente raggiunto ci si chiede spesso quale possa essere il futuro dell’Intelligenza Artificiale. Sicuramente molta strada deve essere ancora fatta, sopratutto in determinati settori, ma la consapevolezza che l’Intelligenza Artificiale oggi rappresenta una realtà e non più un’ipotesi, i dubbi sono soprattutto relativi alle diverse possibilità di utilizzo dei sistemi intelligenti e al loro impatto sul tessuto sociale ed economico. E se da un lato l’entusiasmo per l’evoluzione tecnologica è sicuramente molto evidente in diversi settori, dall’altro la paura che a breve le macchine potrebbero sostituire del tutto l’uomo in molti luoghi di lavoro si è insinuata in maniera sempre più insistente nelle menti di molti.

Con l’uso massivo dell’Intelligenza Artificiale sarà possibile perdere ulteriori posti di lavoro ma è anche vero che si apriranno sempre più strade per la realizzazione di nuove tipologie di figure professionali. Ma il contrasto tra uomo e macchina è un settore molto più ampio che non è solo relativo all’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e dei sistemi intelligenti, ma anche e soprattutto relativo alla morale e all’etica lavorativa e al corretto utilizzo delle macchine nel rispetto dell’uomo. Probabilmente la direzione che si prenderà non è ancora ben delineata, ma potrà portare a una nuova rivoluzione culturale e industriale.




domenica 5 gennaio 2020

Se non ti piacciono gli effetti non devi creare le cause!



 Il principio di Causa – Effetto è una delle leggi fondamentali che regolano tutto l’Universo, e di conseguenza anche la nostra vita. Questo principio, in termini generici, dice che ogni azione provoca delle conseguenze


 “Se vuoi conoscere il tuo presente, guarda il tuo passato, perché ne è il risultato. Se vuoi conoscere il tuo futuro, prenditi cura del presente, perché il secondo è la causa del primo.”

(Buddha)

C’è chi crede al caso e chi non ci crede. Lasciare spazio all’imprevisto, all’improbabile e a ciò che è magico conforta sempre il cuore. Tuttavia, bisogna accettare che le cosiddette “causalità” esistono e molte volte ci determinano.

La vita è un continuo insegnamento, per cui dobbiamo permetterci di essere umili alunni per capire che a un’azione è sempre associata una conseguenza, che le parole hanno il potere di ferire o di curare, che un pensiero genera un’emozione e che essa può a sua volta aiutarci a vedere il mondo in un modo oppure in un altro. (lamenteèmeravigliosa)


Viviamo in un mondo che ci “appare materiale ma che è la manifestazione e condensazione della complessa realtà quantistica, a partire dallo stadio atomico fino ai livelli macroscopici descritti dalla fisica classica, la realtà si condensa in una struttura veramente oggettiva e materiale”.

La concezione unitaria dell’universo "è antichissima … tutti quelli che hanno pensato alla visione e alla realtà del Cosmo … non hanno potuto non convincersi che l’Essere, cioè tutto ciò che esiste, è Uno … Il miracolo di Una Cosa Sola è il meraviglioso assieme dell’universo, il Macrocosmo, a cui, in omologa analogia, corrisponde il microcosmo, cioè l’universo piccolo e più breve che è l’essere umano.

Universo, cioè Uni-verso: l’Uno che scorre tutto per un verso uguale e quindi analogo. Anche la scienza moderna, con gli attuali studi sulla materia, con lo sviluppo della teoria della relatività e della meccanica quantistica, ci sta mostrando una descrizione dell’Universo sempre più diversa dalla descrizione meccanicistica della scienza del secolo scorso. Non più oggetti e fenomeni separati, non più leggi diverse per ogni fenomeno, ma la interdipendenza e l’unità di tutta la materia ed energia e la possibilità di integrare le diverse equazioni descriventi fenomeni diversi in equazioni sempre più generali comprendenti la più diversa gamma di fenomeni, con la tendenza a giungere ad un’unica legge naturale, che possa descrivere tutti i fenomeni mediante un’unica equazione…

La comprensione dell’Unità del Tutto consente di intuire che ogni cosa che esiste, sia nel visibile che nell’invisibile, deriva da un’unica Materia-Energia a stati d’esser diversi, dalla massima condensazione: dalla materia, alla massima attenuazione, l’energia pura. Tali stati d’essere, appunto perché coesistenti nell’Unità Universale sintetica ed infinita, non possono essere separati gli uni dagli altri: la vita di forme (materia) e la vita psichica (energia) nella loro coesistenza si compenetrano reciprocamente e reciprocamente si aspirano nello sforzo di portare avanti l’evoluzione bio-fisio-psichica” (Kremmertz).


https://www.codiceolistico.it/

domenica 29 dicembre 2019

Le cose che ti cambiano la vita in meglio

           “La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario”




Se non apporti cambiamenti dentro di te, non potrai cambiare la realtà fuori di te.
Per trasformare la tua vita non ti basterà cambiare lavoro, amicizie, o qualsiasi cosa all’esterno, il vero cambiamento sarà quello che apporterai dentro di te…e ogni cosa cambierà di conseguenza!

Ormai è scientificamente dimostrato dalle ultime avanguardie della fisica quantistica, che il pensiero interagisce con la materia. Oggi la fisica si congiunge alla scienza spirituale, dimostrando che è la coscienza che genera la materia.
Il vero cambiamento, quindi, deve avvenire a livello di coscienza; quando la nostra consapevolezza inizia a cambiare, inizieranno a cambiare anche i nostri pensieri. Nella misura in cui cambieranno i nostri pensieri, cambieranno di pari passo le nostre azioni, e di conseguenza la nostra realtà.
Agendo quindi sulla nostra consapevolezza possiamo trasformare la nostra realtà.

Le vere catene sono quelle mentali, finché non le spezzi non sarai libero”.

Cambiare punto di vista
Dobbiamo iniziare a vedere le cose da una prospettiva differente da quelle che finora hanno condizionato il nostro modo di vedere il mondo. Iniziamo a capire che sono gli occhi che guardano, nel senso che la realtà può assumere significati e aspetti differenti, in base ai propri occhi, alla propria consapevolezza.
Tuttavia “cambiare” non significa che c’è qualcosa che non va bene, non vuol dire cancellare o rimuovere, ma piuttosto trasformare, ampliare, elevare.
Per cui, il primo passo da fare è ampliare il nostro punto di vista, aumentare le nostre conoscenze, espandere la nostra consapevolezza. Cerchiamo di smascherare le illusioni che abbiamo costruito nella nostra mente.

Cambiare atteggiamento
Quando cambiamo modo di vedere le cose, avviene un cambiamento anche nel modo di porsi verso se stessi e gli altri. Iniziamo ad avere la consapevolezza che la responsabilità della realtà che viviamo è la nostra, e allo stesso modo abbiamo il potere di cambiare la nostra vita.
Però non possiamo cambiare la nostra vita se continuiamo ad avere lo stesso atteggiamento che abbiamo avuto finora. Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che stanno creando dolore nella nostra vita e trasformarli grazie ad un atteggiamento diverso, presente e consapevole.

Cambiare le abitudini
La volontà e la disciplina nel voler attuare dei cambiamenti nella nostra vita ci permetterà di modificare le abitudini che ci limitano e non ci rendono davvero felici. Avremo bisogno di una buona dose di coraggio e fiducia, qualità indispensabili per poter cambiare abitudini molto radicate dentro di noi.
A volte, uscire dalla famosa “confort zone”, dove tutto è piacevolmente programmato e prestabilito, è difficile, ma assai più pericoloso sarebbe rimanerci a vita.
Più che “cambiare” le nostre abitudini, dobbiamo stare attenti a non esserne attaccati, visto che quanto più si sviluppa l’attaccamento, più si crea sofferenza nella separazione da esse.

Cambiare “spirito”
Spesso il cambiamento fa paura e questa emozione ci blocca, impedendoci di fluire nel cambiamento ed essere entusiasti. Il problema è che diamo alle emozioni il potere di condizionare la nostra vita, poiché siamo immedesimati con esse. Tuttavia, possiamo imparare a gestire le emozioni in modo diverso e ad elevarci, cercando di imparare a vivere emozioni superiori.

In realtà, non stai provando emozioni che devi cambiare perché non vanno bene, semplicemente puoi cercare di comprendere che non sei schiavo delle tue emozioni. Potresti provare a concederti la possibilità di scoprire la tua vera natura spirituale, sei l’anima non la mente!
Quando accedi alla sfera più essenziale di te, nella dimora dello Spirito, inizi a vivere con uno spirito diverso, più gioioso e in un modo più profondo. Per accedere a questa dimensione puoi iniziare a sviluppare una maggiore apertura del cuore e una migliore presenza. Capirai che sei in contatto con te stesso, quando ti sentirai entusiasta!

Cambiare “vibrazione”
In termini scientifici, per cambiare la realtà che attraiamo nella nostra vita, dobbiamo cambiare la nostra frequenza. Nel senso che occorre un cambio vibrazionale, un salto quantico della coscienza. Secondo la legge di attrazione, attraiamo nella nostra vita le persone e le situazioni con le quali “entriamo in risonanza”, per cui cambiando la nostra vibrazione, entriamo in risonanza con una realtà diversa che vibra alla nostra nuova frequenza.

La fisica quantistica oggi ci dice che l’intero Universo è fatto di molecole, le quali possono assumere lo stato di onda o quello di particella. Fino a che non vengono osservate, rimangono sotto forma di onda, ma nel momento in cui entra in gioco l’osservatore consapevole, l’onda collassa (assumendo lo stato di particella) in quella che noi chiamiamo “realtà”.

Per dirla in parole più semplici, l’Universo dei quanti è l’universo delle infinite possibilità, nel quale tutto esiste inizialmente come possibilità. Infatti quando sognano o immaginiamo qualcosa, non facciamo altro che creare la possibilità che quella realtà si renda manifesta nella nostra vita. Potremmo dire che in qualche modo lo abbiamo creato a livello di possibilità, ma ancora non è manifestato nella nostra “realtà” materiale.

Quindi, più che cambiare se stessi, dobbiamo semplicemente ritrovare noi stessi e capire chi siamo, fluire nella nostra naturale evoluzione in tutti gli aspetti: nel corpo, nella mente e nello spirito.


https://www.visioneolistica.it/

giovedì 19 dicembre 2019

La Scienza spiega la Chimica dell’Amore

La Scienza Dimostra che Puoi Far sì Che Qualcuno S’innamori di Te




"Ci sarà sempre la magia di amare, ma la conoscenza è potere. Se sai chi sei, cosa cerchi e come puoi amare gli altri, è possibile catturare quella magia, trovare e mantenere il vero amore, e realizzare i tuoi sogni". Helen Fisher

La chimica può “spiegare” l’amore? Si possono ricondurre sensazioni romantiche e passionali all’azione di una molecola?

Serotonina, norepinefrina e dopamina sembrano esercitare un ruolo molto importante nell’innesco della passione amorosa.
L’amore con tutte le sue caratteristiche (pensiero invadente, energia intensa, esaltazione della persona amata e sbalzi d’umore solo per citarne alcune) sarebbe determinato da bassi livelli di serotonina nel sangue. Gli stessi livelli di serotonina sono presenti nelle persone ossessivo-compulsive e questo spiegherebbe come mai non possiamo fare a meno di pensare alla persona che amiamo.

La fase dell’attrazione è caratterizzata, inoltre, dalla presenza di alti livelli di dopamina e di norepinefrina. Gli alti livelli di questi due neurotrasmettitori causano sensazioni di euforia, perdita dell’appetito, insonnia e attenzione focalizzata. La stessa cosa accade nel mondo degli animali non umani durante la scelta del partner. La dopamina è la maggiore responsabile del sentimento amoroso. Essa è cruciale nel sistema di ricompensa e motivazione del cervello.

Saremmo, dunque, vittime impotenti di un istinto biologico. L’emozione dell’amore sarebbe un impulso al pari della fame e della sete. Esattamente, come quando si ha fame alcuni segnali interni inducono a mangiare per ripristinare l’equilibrio dell’organismo, allo stesso modo esistono segnali che ci rendono disponibili ad una relazione amorosa.

Nella fase di infatuazione sembra, inoltre, che parti del cervello che hanno a che fare con il giudizio sociale e le emozioni negative siano inibite. Questo ostacolerebbe di molto la nostra capacità critica, tanto da idealizzare la persona oggetto del nostro amore che vediamo attraverso “occhiali tinti di rosa”, rimanendo beatamente inconsapevoli dei suoi difetti. La fase dell’infatuazione dura un minimo di sei mesi e tende a svanire dopo tre anni di relazione. A meno che non la si viva nella fase dell’adolescenza.

Uno dei motivi che rende l’adolescenza un percorso accidentato è che gli adolescenti sperimentano la fase dell’attrazione in maniera più forte rispetto agli adulti e non riescono a passare alla fase successiva, ossia a quella dell’attaccamento.

C’è un ordine nelle reazioni chimiche negli innamorati?
È possibile rintracciare la risposta seguendo il corso della storia evolutiva propria delle creature umane. Una storia che è caratterizzata dallo sviluppo di tre sistemi cerebrali, tre chiavi d’accesso per rendere possibili i comportamenti finalizzati alla riproduzione. 

Faccio riferimento agli studi dell’antropologa cognitiva di Helen Fisher, della Rutgers University nel New Jersey, che studia l’amore da trentacinque anni. La Fisher individua nell’amore tre fasi distinte: il desiderio (o libidine), l’attrazione (amore romantico) e l’attaccamento. Ciascuna di esse coinvolge distinti sistemi cerebrali caratterizzati da una specifica biochimica. 
La libidine spinge ciascun individuo alla ricerca di un rapporto sessuale. In questa fase a farla da padrone sono il testosterone negli uomini e gli estrogeni nelle donne. 

Il ruolo dell’attrazione romantica è, invece, quello di direzionare e focalizzare questa attenzione indifferenziata verso un individuo particolare. 
Responsabili di questa fase sono tre potenti sostanze chimiche: adrenalina, dopamina e serotonina. Solo successivamente entra in gioco l’attaccamento uomo-donna evolutosi per garantire protezione, sicurezza e cure adeguate alla prole. In questa fase ci vengono in aiuto le endorfine e ormoni come l’ossitocina e la vasopressina. 
Il rilascio delle endorfine è stimolato da rapporti stabili nel tempo. Le endorfine creano la sensazione della dipendenza, in maniera tale che se il nostro partner è lontano desideriamo che torni. (Domenica Bruni - Scienze cognitive.)