Nat

domenica 30 agosto 2020

DNA: il piccolo grande segreto della vita





Siamo Tutti UNO con il Tutto
L’uomo appartiene alla natura, non può osservarla dal di fuori, poiché ogni atto di osservazione la modifica e la plasma. Eppure ci ostiniamo a ricercare e ad analizzare come ente a sé, come fenomeno oggettivabile, ciò che in verità appartiene non solo a noi esseri umani, ma all’intera realtà.
Non a caso, oggigiorno, il lavoro di ricerca sullo spettro della coscienza viene attuato partendo da ciò che è dimostrabile empiricamente e procede dal presupposto che la mente cosciente sia il risultato dell’attività biologica dei neuroni celebrali. La ragione di questo sta nel fatto che molti scienziati considerano la coscienza come il prodotto manifesto di processi elettrochimici che avvengono nel nostro cervello.

Eppure la coscienza non è semplicemente il risultato di reazioni molecolari e di processi chimici, ma è il nucleo essenziale della natura, è sua essenza, è ciò che i fisici quantistici chiamano Campo Unificato - la teoria che unifica tutte le forze fondamentali presenti in natura, cioè, la forza di interazione debole, la forza di interazione forte, la forza elettromagnetica e la forza di gravità - presuppone l’esistenza di un singolo campo di intelligenza alla base di Tutto: mente e materia, essenza e concretezza. Questo campo è immateriale perché è pura coscienza, energia vibrante che permea il Tutto e che ci mette in rapporto spirituale con ogni cosa presente nell’universo.

“L’UNO si ritrova nei molti, e i molti sono infinite sfaccettature dell’UNO.” F. Schelling
Il punto essenziale è che per tutto il creato esiste una unica fonte energetica.
Con la scoperta del campo unificato, il cosiddetto campo della superstringa, siamo in grado di comprendere che la vita è fondamentalmente ‘Uno’. Alla base della diversità della vita c’è ‘unità’.

“Ad un livello molto profondo la materia e la coscienza sono completamente inseparabili e interconnesse, proprio come in un videogame, il giocatore e lo schermo sono uniti dalla partecipazione in un processo comune. In questa visione, la mente e la materia sono due aspetti di un unico tutto e non sono più separabili di quanto non lo siano la forma e il contenuto. A livelli molto profondi la coscienza dell’umanità è una. Questa è una certezza virtuale perché anche nel vuoto la materia è una, e se noi non vediamo questo, è perché siamo ciechi di fronte a questa realtà…”

“Tutta la materia origina ed esiste solo in virtù di una forza, che porta la particella di un atomo allo stato vibrazionale, e che tiene assieme questo piccolissimo sistema solare dell’atomo. Dobbiamo assumere, dietro a questa forza, l’esistenza di una mente cosciente e intelligente. Questa mente è la matrice di tutta la materia.” Max Planck

La coscienza non si esaurisce a livello dell’interno, se così fosse rimarremmo chiusi e non ci potrebbe essere via di comunicazione con l’esterno sensibile. Al contrario le nostre vibrazioni interne, date dal simbiotico rapporto delle nostre componenti vitali, si espandono oltre noi stessi accordandosi con l’esterno, con l’esistenza stessa.

La Coscienza è energia non locale e il suo campo d’azione non va concepito entro i confini del nostro corpo ma al contrario, in modo esteso all’infinito. È energia che parla di noi e che ci dice del mondo e di come questo in ogni attimo del nostro esistere ci apre le porte verso infinite possibilità di essere. Abbiamo un potere immenso… siamo parte di un’unica grande Coscienza Divina, di un soffio di pura intelligenza che anima noi e tutta la realtà, di un campo unificato che unisce tutti i fenomeni dell’universo, materiali e spirituali, un campo di cui noi facciamo parte integrante e che ci collega ad ogni altro essere e fenomeno dell’universo, dal più piccolo al più grande. Siamo parte di un unico fluire esistenziale…di quel Principio assoluto…di quell’UNO che è con l’altro…


domenica 2 agosto 2020

Realtà parallela - viaggiare nel passato è possibile?

                                 Macchina del Tempo - Viaggi Temporali di Ronald Mallett


 
                                     Macchina del Tempo - Viaggi Temporali di Ronald Mallett

Può sembrare la sceneggiatura di un film, eppure i fisici teorici studiano questi scenari da almeno 50 anni, ed esistono complicati ed eleganti calcoli matematici in grado di descriverli.

Secondo l’ultima formulazione, appena pubblicata su “Physical Review X” da un team dell’University of California a Davis, e della Griffith University australiana, non solo gli universi paralleli esisterebbero davvero, ma potrebbero persino interagire.

Secondo un nuovo studio teorico apparso su arXIV, ripreso da Futurism e New Scientist, nel contesto della teoria relativa agli universi paralleli, potrebbe essere possibile viaggiare dalla linea temporale di universo alla linea temporale di un altro attraversando un wormhole, ossia un buco nello spazio-tempo.

I due fisici che hanno realizzato la ricerca, Jacob Hauser e Barak Shoshany, partono dal presupposto che se il viaggio nel tempo è possibile esso porta in maniera inevitabile a paradossi non esplicabili.
Si pensi per esempio al semplice paradosso del nonno, un paradosso che ha lasciato perplessi i fisici fin da sempre.

Questo paradosso potrebbe essere risolto prendendo proprio in considerazione la possibilità di esistenza di universi paralleli, un’idea non certo nuova per spiegare il viaggio nel tempo che questo studio pone però sul tavolo sottolineando il fatto che non c’è bisogno per forza di un numero infinito di universi, anche se sarebbe necessario un numero che rimane comunque molto grande.

Come spiega Shoshany a New Scientist, l’idea che i due fisici suggeriscono parte dal concetto teorico secondo cui esistono molti universi paralleli all’interno dei quali le cose e gli avvenimenti sono più o meno gli stessi anche se ogni universo parallelo viaggia su una linea spazio-temporale separata. Queste linee possono essere percorse anche per viaggiare indietro nel tempo.

Linee temporali multiple permetterebbero ad un ipotetico viaggiatore del tempo di poter uccidere il proprio nonno e di non causare paradossi temporali che potrebbero portare a conseguenze che neanche gli stessi fisici potrebbero spiegare. La teoria dei due fisici prevede che qualsiasi cambiamento viene apportato al passato è indipendente dalla storia della linea temporale da cui viaggiatore del tempo proviene.

Come spiega un altro ricercatore, Geraint Lewis dell’Università di Sydney, non coinvolto nella ricerca, non si tratterebbe però di un vero viaggio nel tempo: non avrebbe, per esempio, più senso tornare indietro nel tempo e uccidere Hitler per evitare la seconda guerra mondiale se questa guerra poi non si è svolta nell’universo da cui si è giunti.

E ciò varrebbe anche nel caso in cui l’universo da cui si è giunti sarebbe sostanzialmente uguale all’universo in cui si è fatta la modifica nel passato: basterebbe anche un solo atomo posizionato diversamente rispetto all’universo di provenienza per etichettare l’universo “modificato” come universo parallelo e distinto.



https://notiziescientifiche.it/viaggio-nel-passato-possibile-con-universi-paralleli-secondo-nuovo-studio/

mercoledì 8 luglio 2020

È l’osservatore a creare la realtà che osserva





Un esperimento primo nel suo genere ha indagato uno dei principi cardine della meccanica quantistica, ossia il rapporto tra osservatore e realtà.

Prendete un pallone. Da calcio, da basket, da pallamano; non importa. Sparatelo con un cannone e riprendete la scena con telecamere ad altissima definizione. Ora riesaminate il video al computer – vi è concessa tutta la potenza computazionale di cui avete bisogno – e provate a determinare, istante per istante, posizione e velocità del pallone. Se siete stati abbastanza accurati, riuscirete senza dubbio a portare a termine il processo di misura in modo più che soddisfacente: i numeri che otterrete coincideranno, con ottima approssimazione, con quelli previsti dalle equazioni dei modelli teorici che descrivono il moto del pallone. E potete star certi che il pallone, con o senza telecamere, avrebbe percorso esattamente la stessa traiettoria con le medesime caratteristiche. In altre parole, e generalizzando: ai sistemi macroscopici poco importa chi li sta osservando, e come lo sta facendo. O ancora, riprendendo un motto spicciolo da libro di filosofia dell’autogrill, “un albero che cade nella foresta fa rumore eccome, anche se non c’è nessuno ad ascoltarlo”.

La natura di un osservabile quantistico è intrinsecamente legata alla modalità di osservazione, ossia a come lo si guarda.

“A livello quantistico, la realtà non esiste finché non la si misura”. Come dire che se un albero quantistico cade in una foresta quantistica e nessuno lo sente, l’albero non solo non fa rumore, ma neppure esiste. Gli scienziati, in particolare, si sono concentrati sulla doppia natura delle entità quantistiche, che sono al contempo onde e particelle, finché, per l’appunto, non le si misura e collassano in uno dei due stati. Proprio come il gatto di Schroedinger, che è contemporaneamente vivo e morto finché non si guarda dentro la scatola. Andrew Truscott

Per individuare la posizione o la velocità dei quanti è necessario che ci sia un osservatore che li guarda, altrimenti questa misurazione risulta impossibile. Siamo quindi noi a determinare il comportamento dei quanti e perciò, anche della materia circostante.
Questa teoria dimostrerebbe che possiamo influenzare la realtà.

“La fisica quantistica presenta molte analogie con le teorie spirituali e con la stessa filosofia buddista. In entrambi i casi si ritiene che un sistema non possa essere studiato a prescindere da chi lo osserva e quindi, è l’osservatore a creare la realtà che osserva. Se ne deduce che siamo noi stessi a influenzare il mondo circostante e ad attivare determinate possibilità piuttosto che altre. Tecniche come il pensiero positivo e la PNL partono proprio da questi presupposti. Perché allora non funzionano sempre? Perché se i nostri pensieri coscienti non sono allineati con le nostre emozioni, si crea una situazione di contrasto: è come se coscientemente pensassimo che vogliamo stare bene con il partner ma inconsciamente lanciassimo messaggi di paura. L’energia emanata non è lineare e pertanto è più difficile che porti risultati positivi, anche perché solitamente le emozioni represse hanno più forza rispetto ai pensieri coscienti.

Detto questo, la fisica quantistica sembrerebbe comunque dimostrare che la realtà circostante dipende da noi e in tal senso ci rende consapevoli di una forza incredibile che può dimostrarsi tanto negativa quanto costruttiva, a seconda dell’uso che ne facciamo.” Laura De Rosa



mercoledì 17 giugno 2020

Il DNA contiene la prova scientifica dell’esistenza di Dio

Dio è Quantico ed è nel DNA


                                         
                                                          Sottotitolo in italian


 Gli scienziati del WIT, in collaborazione con il Progetto Genoma Umano e la Bob Jones University, hanno fatto quella che potrebbe essere la scoperta più sorprendente di questa, o di qualsiasi altra generazione. Mentre lavoravano per capire e mappare la funzione di sequenza del DNA nel genoma umano conosciuta come "DNA spazzatura" (per la loro mancanza di funzione conosciuta), gli scienziati del WIT hanno notato che, mentre le sequenze del DNA che stavano vedendo assomigliavano poco a delle codifiche di funzione biologica, portavano invece ad una sorprendente somiglianza a modelli di linguaggio umano.

Il linguaggio del "DNA spazzatura", il DNA che gli scienziati avevano per anni scartato come inutile, è indistinguibile dall’ aramaico antico.
Ancora più sorprendente, in quanto i linguisti hanno iniziato a tradurre il codice contenuto nel genoma umano, hanno scoperto che parte dello script che conteneva era a volte notevolmente vicino ai versetti che si trovano nella Bibbia. E a volte a intere citazioni bibliche.

Il PYGB dei geni umani, il Phosporomylase glicogeno, un trasposone non codificante, contiene una sequenza linguistica che si traduce come: "Alla prima pausa del giorno, Dio formò il cielo e la terra." Questo ha una sorprendente somiglianza con Gen 1:1 "In principio, Dio creò il cielo e la terra ".

DNA: IL LINGUAGGIO DELLA VITA

L'astronomia non è l'unica area in cui la scienza ha visto prove di un “Progetto”. I biologi molecolari hanno scoperto un design estremamente complesso nel mondo microscopico del DNA. Nel secolo scorso, gli scienziati hanno infatti trovato che una minuscola molecola chiamata DNA è il "cervello" dietro ogni cellula del nostro corpo e di ogni altra cosa vivente.

Tuttavia, più scoprono del DNA, più si meravigliano della intelligenza che c'è dietro.

L'intricata complessità del DNA ha indotto il suo co-scopritore, Francis Crick, a credere infatti che non avrebbe mai potuto originarsi sulla terra naturalmente. Crick, è un evoluzionista che crede addirittura che la vita sia troppo complessa per aver avuto origine sulla terra, e che dovrebbe provenire dallo spazio; infatti ha scritto: “Un uomo onesto, armato di tutte le conoscenze oggi a nostra disposizione, potrebbe solo affermare che l'origine della vita sia un miracolo. Tante sono le condizioni che avrebbero dovuto essere soddisfatte per generarla. [23]

La codifica dietro il DNA rivela una tale intelligenza da sconcertare l'immaginazione. Una piccola frazione di DNA contiene informazioni equivalenti a una pila di libri che circonderebbe la terra 5.000 volte. E il DNA opera come un linguaggio con un proprio codice software estremamente complesso. Bill Gates afferma che il software del DNA è "molto, molto più complesso di qualsiasi altro software che abbiamo mai sviluppato."

All'inizio del XXI secolo, l'ateismo dell'ateo Antony Flew cessò bruscamente quando egli studiò il DNA. Flew spiega cosa cambiò la sua opinione: “Quello che penso che il materiale del DNA abbia fatto, è mostrare che per forza una intelligenza deve essere stata coinvolta nel mettere insieme elementi straordinariamente diversi. L'enorme complessità con cui sono stati raggiunti i risultati mi sembra senza dubbio il lavoro di una intelligenza[25]”. Quindi, sebbene Flew non fosse un credente, ammise che il "software" dietro il DNA è troppo complesso per essere nato senza un "Progettista".



sabato 30 maggio 2020

Siamo tutti foglie dello stesso albero



                                                               Creare la realtà



Tutta la natura è un continuum. L’architettura della vita è disposta in schemi che ripetono perpetuamente se stessi, e il mondo dell’energia è molto più complesso nelle sue dinamiche rispetto a quello materiale.

Ciò che vediamo e tocchiamo, trova concretizzazione dapprima nell’invisibile, laddove lo sguardo non vede, né la nostra mente comprende, ma soltanto l’anima afferra interamente

Ogni cellula del nostro corpo è immersa in un ambiente, esterno ed interno, di fluttuanti forze magnetiche invisibili che possono influire virtualmente sui circuiti del sistema biologico. Pertanto dovrebbe essere facile mettere in relazione il come una vibrazione imposta esternamente possa avere un’influenza sulla nostra fisiologia, ma soprattutto come sia l’energia delle emozioni umane ad avere il più grande potere di influenzare gli stati mentali ed emozionali personali ed altrui, soprattutto se queste in sé posseggono una carica dominante in termini di polarità positiva o negativa.

Il corpo fisico, cosi come lo vediamo e lo tocchiamo, è una conseguenza della nostra essenza (ciò che è invisibile agli occhi, diceva il Piccolo Principe). Siamo vibrazione e di essa ci nutriamo. Tutto ciò che di noi si manifesta nel piano fisico, sia nel bene che nel male, è una emanazione della quantità, qualità e movimento dell’energia che forma il nostro corpo causale.

La vita è magnetismo, dobbiamo iniziarci a pensare come un campo energetico integrato, perché è questo ciò che siamo. Un campo energetico che ci rende parte e tutto con il mondo esterno. Questo campo muovendosi vibrazionalmente, fa sì che le nostre frequenze personali si accordino con le infinite possibilità quantistiche presenti nell’universo. Possibilità che a livello vibratorio esistono e trovano espressione nella nostra vita giornaliera, a seconda dell’intensità dell’intenzione della nostra volontà.

In ognuno di noi è racchiusa una scintilla di creazione, perché siamo parte infinitesimale di quel campo organizzato di coscienza che ci rende co-creatori attivi in ogni attimo del nostro procedere. Il nostro più grande potere è racchiuso in un’unica parola: Intenzione. Nel volere, nel fare, nel creare qualcosa di straordinario.
Possiamo dar manifestazione al mondo intorno a noi, soltanto nel qui e ora, attraverso il potere dell’intenzione delle nostre scelte.

L'intenzione non è un atteggiamento individuale che muove ciascuno di noi all'azione, un atteggiamento di forte determinazione volto a conseguire a tutti i costi i risultati prefissi ma un'energia cosmica di cui tutti noi facciamo parte, e alla quale possiamo attingere per plasmare realmente la nostra vita.

Ricorda, dove va la tua attenzione, lì scorre la tua energia” Jack Canfield


https://www.fisicaquantistica.it/

martedì 12 maggio 2020

Il potere delle aspettative sulla realtà

                                        La profezia che si auto-avvera e l'effetto Pigmalione




“Se gli uomini definiscono come reali certe situazioni, esse sono reali nelle loro conseguenze”. William H. Thomas

Si chiama self fulfilling prophecy, meglio nota come profezia che si auto-avvera. In psicologia sociale si parla di effetto “Pigmalione” quando un’ipotesi, un’idea, un preconcetto, un atteggiamento incide sulle conseguenze di una situazione futura facendo avverare ciò che si era pensato potesse accadere.

Le aspettative plasmate su convinzioni e preconcetti, esercitano un elevato potere sulla costruzione della realtà. Un saggio psicologo direbbe che non si conosce la realtà reale, effimera e forse inesistente, ma la propria realtà fatta di situazioni, emozioni e sensazioni che nel presente vengono percepite come reali.

Come costruiamo la nostra realtà?

La realtà si costruisce nell’elaborazione delle proprie esperienze. Ogni esperienza viene valutata in base a schemi cognitivi preesistenti (perché precedentemente acquisiti) costituiti dall’insieme di convinzioni che hanno un ruolo centrale nell’interpretazione della propria realtà.
Non tutte le informazioni che appartengono alla realtà vengono registrate: gli schemi cognitivi permettono il filtraggio delle informazioni ritenute utili per classificare, decodificare e riconoscere il mondo circostante. Dunque, la nostra realtà percepita è una conseguenza dell’incontro fra dati oggettivi ed il lavoro di quegli schemi cognitivi che caratterizzano solo noi, che sono solo nostri e che non appartengono ad una reale realtà. Le nostre convinzioni, positive o negative, rappresentano delle certezze da cui attingere per decodificare situazioni nuove, potenzialmente ansiogene; esse condizionano sempre i nostri pensieri e i nostri comportamenti.

La profezia che si auto-avvera è uno dei fenomeni più noti e più studiati in psicologia sociale.
Ha una validità scientifica ed è un meccanismo mentale studiato non solo dai psicologi ma dai sociologi, pedagogisti e medici oltre ad essere sfruttato in campo farmaceutico quando si utilizzano medicinali placebo che pur essendo chimicamente privi di principi attivi, in molti casi hanno gli stessi effetti dei reali medicinali proprio perché i pazienti sono convinti di assumere un reale medicinale nel quale hanno fiducia perché migliori la loro condizione.

Il sociologo Merton ne parlò per la prima volta negli anni ‘70, ed è stata anche riprodotta sperimentalmente a dimostrazione dell’influenza che esercitano le convinzioni sulla costruzione della realtà. Infatti, pensiamo agli effetti dell’ipnosi sulla comunicazione di massa o all’effetto placebo, succede che chi subisce questo comportamento ottiene esattamente quello che vorrebbe si verificasse, a conferma della grande potenza della suggestionabilità umana.

In sostanza, le profezie auto-avveranti incidono significativamente sulla visione che gli individui hanno di loro stessi, del loro modo di apparire con gli altri e con il mondo. Per questo si creano schemi stabili, rigidi, di comportamento che ovviamente si ripeteranno nel tempo confermando la propria visione delle cose.

Come uscire dalla profezia che si autoavvera
Smettere di lasciarsi “fregare” da questo meccanismo.
Ora sai che la mente può tenderti queste trappole e perciò sei pronto ad usare la profezia che si autoavvera a tuo vantaggio: se fino ad ora hai dato spazio di comando alle tue paure riguardo il futuro e hai temuto che divenissero realtà fino a che non è davvero accaduto, sei stato tu stesso a decidere, inconsciamente, di fallire.
Se ti sei reso conto che fino ad oggi ti sei auto sabotato, non piangere sul latte versato perché non ti sarà utile.
Fai progetti, ponderali assicurandoti di non tentare l’impossibile e parti, smettendo definitivamente di auto sabotarti.

Da ora in poi elimina dal tuo dizionario e dal tuo modo di parlare tutte quelle frasi che non fanno altro che demotivarti lasciandoti arenato.

Credere in te stesso
Dopo aver smesso di ripeterti certi mantra che non fanno altro che renderti succube del fallimento è giunta l’ora di sostituirli facendo della profezia che si auto-avvera un lascia passare per la tua realizzazione personale, compiendo il passo successivo: credere in te stesso, scoprendo quali sono le tue potenzialità e costruendoci sopra, sfruttandole al massimo

In conclusione, se siamo convinti che un fatto sia reale, esso lo è nelle sue conseguenze. Le modalità che abbiamo di attribuzione di senso agli eventi e le strategie che mettiamo abitualmente in atto, determinano in noi il ripetersi di comportamenti anche disfunzionali che sono propensi sempre ad andare a confermare le nostre aspettative. Il pensare di poter leggere la realtà esclusivamente con i propri occhi ed identificarla come oggettiva, può portare a sentimenti di solitudine, convinzioni di non essere capiti dal mondo esterno e sensazioni di essere vittime di un destino già scritto potenzialmente prevedibile.

È necessario interrogarsi sul cambiamento della percezione della realtà che includa l’esistenza di diverse realtà possibili: la soggettività di una percezione può facilmente condurre all’autoinganno.

La realtà appartiene ad ognuno di noi in modo diverso. È importante imparare a conoscere come le proprie convinzioni pre-confezionate e costruite durante questo percorso di crescita lungo una vita condizionino il personale modo di percepire la realtà: una è realtà reale, ma lo è per noi. Sulla nostra realtà noi siamo responsabili, possiamo condizionarla e determinarla, ma siamo responsabili di doverla mettere costantemente in discussione. Poniamoci come obiettivo la produzione di dubbi.

“Credere è molto noioso. Dubitare è profondamente avvincente. Essere sul chi va là è vivere. Farsi cullare nella certezza è morire” Oscar Wilde


https://crescitaindividuale.com/autostima

martedì 28 aprile 2020

Ricostruiamo insieme la nostra "casa", salviamo il pianeta che ci ospita

                                          Effetto lockdown: così la Terra è tornata a respirare





Il 2020 è iniziato portandoci i frutti dell’incuria e del degrado che da decenni i “Sapiens” perseguono con solerte impegno.

Un patogeno che misura tra i 100-160 miliardesimi di metro, ha messo in crisi anche i sistemi sanitari dei paesi più ricchi, l’economia e la finanza globale, provocando una pandemia che ha evidenziato quanto perfino le nazioni tecnologicamente più avanzate siano fragili, vulnerabili e impreparate ad affrontare e prevenire eventi di questo tipo.

Non vi è alcun dubbio che dobbiamo seguire la strada del cambiamento perché l’emergenza da Covid 19 è figlia anche dello squilibrio ambientale, dell’urbanizzazione selvaggia, della perdita di biodiversità, della deforestazione, degli allevamenti intensivi e dello scorretto rapporto uomo-animale che hanno favorito lo spillover, ovvero il salto di specie del virus da animale verso l’uomo.

E’ altrettanto certo che il cambiamento climatico, attraverso l’innalzamento delle temperature, potrà favorire il trasferimento di patogeni, anche letali.

Nessuno sarà immune: per l’Oms ogni anno nel mondo muoiono 1 milione di persone a causa delle punture di zanzare e altri insetti.

Negli ultimi decenni gli esempi di incoscienza, supponenza e avidità umana si sono succeduti a ritmo incalzante e a senso unico.

Se i Sapiens saranno in grado di superare questa pandemia, sicuramente dovranno fare i conti con la prossima se non cambiano radicalmente il loro modo di vivere e di rapportarsi con Rispetto e Amore per la Madre Terra.

Il Coronavirus ha già cambiato la coscienza di noi italiani e noi tutti abbiamo assorbito la consapevolezza che un cambiamento profondo renderà il nostro pianeta più vivibile e le nostre vite più rispettate.

La politica dovrà per forza tener conto di quanto oggi la nostra gente sta subendo, non potrà ignorare in futuro le scelte che ha dovuto intraprendere per mettere qualche toppa qua e là per frenare le gravi conseguenze dovute a politiche sbagliate e protagoniste di un Antropocentrismo che ha portato il Pianeta a una probabile ed ennesima estinzione di massa del genere umano.

La Politica deve essere attenta in primo luogo alla sanità pubblica, alla vita sociale, ai consumi, alla salubrità della biosfera, al benessere di ogni forma di vita esistente sul pianeta.

Crediamo che sia giunto il momento di radunare le forze e le idee.
Crediamo in una società aperta, libera, giusta e solidale.

Crediamo nella possibilità di consegnare alle prossime generazioni un pianeta vitale e vivibile, in cui ciascuno possa ancora ricercare la propria felicità.

Iniziamo a ricostruire insieme la nostra “casa”, iniziamo a salvare insieme la nostra vita ed il pianeta che ci ospita.



https://www.lavocediasti.it/2020/04/10/